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9 Gennaio 1900
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La storia
LA STORIA DELLA LAZIO
(Un pò di storia please)
La "Società Podistica Lazio"

L’origine di un’idea
La fine dell'avventura coloniale voluta da Francesco Crispi coincide con la disfatta di Adua nel marzo del 1896. E’ tempo della ritirata per le truppe del Generale Oreste Baratieri. Tra gli scampati alla battaglia, che lasciò sul campo settemila soldati italiani, c’era il sottufficiale romano dei bersaglieri Luigi Bigiarelli (nella foto qui sotto).Luigi Bigiarelli E mentre in Italia, con la fine dell'era espansionistica, si avverte una condizione di vuoto e si sente il bisogno di nuovi ideali e punti di riferimento, in Grecia, ad Atene, rinasceva l'ideale olimpico con le prime Olimpiadi dell'era moderna. Lo sport, quindi, diventa motivo di ritrovo, passione e confronto per tutti.
A Roma, i giovani del popolo praticano il podismo o il nuoto nel Tevere, sport da poveri che richiedono soltanto buone gambe o buone braccia. Chi poteva praticava il ciclismo.
Lungo le rive del Tevere fioriscono circoli esclusivi come la Canottieri Remo, Canottieri Aniene, Rari Nantes Roma, Canottieri Tevere, La Romana. Per i giovani, invece, le possibilità sono soltanto due: il capannone dei fratelli Talacchi e, sotto ponte Margherita, un altro capannone dal nome insolito: Pippa Nera. Sono espressioni di uno spirito sportivo ancora disorganizzato, ma intenso, appassionato.
Al Pippa Nera i ragazzi sono tanti e tra loro un volto è più familiare degli altri: è Luigi Bigiarelli, il bersagliere che aveva combattuto quattro anni prima ad Adua e che era stato costretto ad una lunga ed estenuante ritirata sulle alture del Tigrai. Luigi, che aveva conosciuto la barbarie della guerra, capì che lo sport poteva essere portatore di pace e di fratellanza fra gli uomini e fra i popoli.
Ha la passione per l'esercizio fisico che pratica con gli amici in Piazza d'Armi e nei Lungotevere. Si cimenta in allenamenti e sfide, ove primeggia nella "corsa veloce". La "corsa pedestre", come egli stesso la definisce, diventa il momento migliore della sua giornata.
Il 21 maggio del 1899, in una festa sportiva a Villa Pamphili dove si gareggia sui 120 metri, Bigiarelli arriva primo "guadagnando la medaglia d'oro" ed il titolo di Campione del Lazio. Bigiarelli entra, così, nella storia sportiva della Capitale.
Gli amici lo rispettano, lo seguono, lo imitano. E' ormai il loro capo e, come tale, li stimola a praticare e a propagandare l'esercizio fisico riferendo loro che all'estero i giovani sono molto più impegnati nell'attività sportiva e che persino al nord d'Italia si pratica lo sport più che in questa Roma sonnacchiosa e pigra. Questi racconti affascinano gli amici che sono sempre più entusiasti e motivati. Ricordiamo i loro nomi: Arturo Balestrieri, Alberto Mesones, Alcestre Grifoni, Giacomo Bigiarelli, fratello di Luigi, Odoacre Aloisi, Fulvio Lefevre, Galileo Massa ed Enrico Venier.

 

La nascita del mito
E’ il 9 Gennaio 1900. E’ l’inizio del secolo, un Anno Santo speciale in una Roma che si muove tra le antiche carrozze e il primo tram elettrico. I nove giovani amici si ritrovano nei pressi di una panchina del Lungotevere, di fronte a Piazza della Libertà. Sono tutti ragazzi intorno ai vent'anni, capeggiati dall'ex sergente dei bersaglieri Bigiarelli e dal fratello Giacomo. Lui, proveniente da una caduta generazionale con una immensa voglia di riscatto, sa coinvolgere e trascinare. Si parlò del Gran Premio del Re, una gara di marcia sulla distanza di 20 chilometri che si sarebbe svolta a Castel Giubileo il 21 aprile del 1900. La gara, data l'importanza, era riservata solo ad atleti tesserati; per cui ne veniva preclusa la partecipazione di Bigiarelli e compagni, non essendo legati ad alcuna società. E mentre tutti cadono nello sconforto, in Bigiarelli nasce un'idea che assume contorni sempre più precisi. Ai suoi compagni Luigi propone di fondare una società podistica che consenta loro di gareggiare con la stessa maglia. La sua proposta coglie tutti di sorpresa e dall'iniziale stupore dei presenti riuniti, si passa all'incredulità, al commento possibilista per giungere, infine, all'entusiastica unanime approvazione.
Bisognava, allora, scegliere un nome per la società e anche i colori della maglia. "Roma non si può chiamare, perché nel nome della città eterna esiste già la Ginnastica, diamogli un nome più grande, in cui Roma è compresa: Lazio, il nome della regione Società Podistica Lazio(che esprimeva al meglio l'intento di diffondere lo sport pedestre nell'Italia centrale) e per simbolo l'aquila ad ali spiegate. I colori si ispireranno alla Grecia, la patria delle Olimpiadi : Bianco e Celeste". Il motto scelto fu "Concordia parvae res crescunt" ovvero "Nell'armonia anche le piccole cose crescono". La frase richiama ad un forte senso di unità e sottintende che per sviluppare e raggiungere un obiettivo comune, occorra agire nella massima concordia.
C'è da ricordare che in terra ellenica si erano svolte nel 1896, su impulso del Barone De Coubertin, le prime Olimpiadi dell'era moderna, che avevano segnato la rinascita dell'ideale olimpico del quale Bigiarelli era un fervente cultore e al quale aveva consacrato le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (oltre a essere un podista era anche un ottimo ciclista). Per quanto concerne il simbolo, i fondatori decisero invece di rivolgersi all'aquila ad ali spiegate, presa di peso dall'iconografia della Roma imperiale della quale appunto rappresentava la potenza.
Nasceva così, in questo spirito olimpico e dall'umile volontà popolare, la "Società Podistica Lazio" che, come affermò il pluricampione di scherma Renzo Nostini, "... ha insegnato lo sport a Roma e all'Italia".
Il 13 gennaio 1900, La Gazzetta dello Sport così salutò il nuovo sodalizio: "Qui a Roma, dopo tante controversie finalmente si è fondata una Società Pedestre. Unica del suo genere nella Capitale si ripromette una attiva propaganda in favore di detto sport così poco diffuso tra noi. Essa già conta numerosi soci fra cui è da ricordare il Luigi Bigiarelli, giovane promettentissimo e già vincitore del Campionato del Lazio 1899 di corsa veloce. Il favore con cui detta Società è accolta fin d'ora, l'entusiasmo e la buona volontà dei soci, sono premesse di vita lunga e prospera. La sede provvisoria è in via degli Osti, n.15 p.p.".

 

L'aquila spicca il volo - I primi anni
L'esordio della nuova società avvenne quindi il 21 aprile del 1900. La Lazio vinse il premio di squadra, grazie all'ottima prova dei suoi atleti, che si piazzarono tutti alle spalle di due atleti di Torino nel seguente ordine: terzo Lefevre, quarto Golini, quinto Balestrieri e sesto Massa. Migliore esordio non poteva esserci per una società appena nata.
Un ultimo passo rimaneva da compiere per poter dare stabilità all'attività sportiva: la scelta di una sede adeguata che fu presto individuata in una via nei pressi di Piazza Risorgimento, Via Valadier. Il civico 6 di via Valadier Al numero civico 6 (nell'immagine qui a sinistra) fu affittata una stanzetta che ben presto divenne il punto di ritrovo dei tanti giovani del popolo desiderosi di cimentarsi nelle più svariate attività sportive, tanto che ben presto il grande afflusso spinse la Lazio a dotarsi di una nuova sezione da affiancare a quella podistica, la natatoria. Proprio la sede di Via Valadier fu comunque teatro di un episodio cruciale nella storia del calcio romano allorchè, nei primi giorni del 1901, arrivò un certo Bruto Seghettini il quale, sostenendo di essere socio del Racing Club di Parigi, recò con sè il primo pallone di cuoio mai visto a Roma. Il primo contatto con la sfera di cuoio avviò l'attività calcistica, anche se per vedere la prima partita di calcio contro altre formazioni fu necessario aspettare ancora, mentre continuava a segnalarsi la sezione podistica che, nello stesso anno, si aggiudicò il Giro di Milano, sia nella marcia, con Leone Zangrilli, che nella corsa, grazie a Pericle Pagliani.
Nei primi mesi di quell'anno (1901) Luigi Bigiarelli decise di emigrare in Francia al seguito del fratello gioielliere e poi successivamente in Belgio. Non dimenticò mai però la sua creatura, tanto che si portò al seguito una muta di divise sociali con le quali partecipò a varie gare sportive, tenendo sempre alto il nome della Lazio.
Il primo presidente effettivo della Lazio, fu Giuseppe Pedercini, al quale successe nel 1902,Fortunato Ballerini quello che viene unanimamente ricordato come uno dei maggiori dirigenti della storia laziale, Fortunato Ballerini. Ballerini (nella foto a destra) è famoso tra l'altro perchè molti lo ricordano essere l'uomo che sorresse Dorando Pietri nelle ultime fasi della sfortunata maratona di Londra, che vide il generoso maratoneta italiano squalificato dopo aver varcato per primo il traguardo, proprio per gli aiuti ricevuti nelle ultime fasi della corsa. Proprio con Ballerini la Lazio iniziò la grande crescita organizzativa che ne fece una delle maggiori polisportive del nostro paese e successivamente di tutta Europa. Sotto la sua guida fu dato forte impulso a tutte quelle attività sportive che facevano direttamente riferimento a quel dilettantismo che egli riteneva fosse il vero e proprio marchio di fabbrica della società da lui presieduta.
La "Società Podistica Lazio", fu successivamente eretta in Ente Morale con Regio Decreto N.907 del 2 giugno 1921.

 
La Lazio Runners Team

La Lazio Runners Team attualmente è una società podistica affiliata alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) con il codice RM183, fondata da atleti che hanno militato sia nella Lazio Atletica che nella Lazio Triathlon.
Dopo essere stati per anni gli elementi trainanti delle due sezioni, hanno deciso di unire il loro amore per i colori biancocelesti, la passione per il podismo e la Lazio Calcio, dando vita ad un nuovo sodalizio al di fuori della Polisportiva.
I principi che fortemente hanno voluto, caratterizzassero il nuovo sodalizio sono la democraticità della struttura, l’uguaglianza dei diritti di tutti gli atleti associati e l'elettività nelle cariche associative.
Il 3 dicembre del 2007 quindici atleti si sono riuniti di comune accordo intorno ad un tavolo e, con la stessa passione di una volta, sottoscrivendo l’atto costitutivo, hanno dato alla luce la Lazio Runners Team a.s.d. cercando di dare continuazione alle idee e agli ideali di chi li ha preceduti tanti anni prima.
Iscrivendosi per l’associazione sportiva dilettantistica Lazio Runners se ne diventa un atleta ma anche socio e quindi parte principale di ogni iniziativa.
Oggi questo gruppo di atleti amatori, con la loro voglia di condividere questa bellissima passione per il podismo e per la Lazio, gareggiano in pista, su strada e nei cross con tanta goliardia e lealtà sportiva, si sentono e sono, la prima squadra di tifosi podisti per podisti tifosi.



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