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| LA STORIA DELLA LAZIO |
| (Un pò di storia please) |
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| La "Società Podistica Lazio" |
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L’origine di un’idea
La fine dell'avventura coloniale
voluta da Francesco Crispi coincide
con la disfatta di Adua nel marzo
del 1896. E’ tempo della ritirata
per le truppe del Generale Oreste
Baratieri. Tra gli scampati alla
battaglia, che lasciò sul campo
settemila soldati italiani, c’era il
sottufficiale romano dei bersaglieri
Luigi Bigiarelli (nella foto qui sotto).
E mentre in Italia, con la fine
dell'era espansionistica, si avverte
una condizione di vuoto e si sente
il bisogno di nuovi ideali e punti
di riferimento, in Grecia, ad Atene,
rinasceva l'ideale olimpico con le
prime Olimpiadi dell'era moderna. Lo
sport, quindi, diventa motivo di
ritrovo, passione e confronto per
tutti.
A Roma, i giovani del popolo
praticano il podismo o il nuoto nel
Tevere, sport da poveri che
richiedono soltanto buone gambe o
buone braccia. Chi poteva praticava
il ciclismo.
Lungo le rive del Tevere fioriscono
circoli esclusivi come la Canottieri
Remo, Canottieri Aniene, Rari Nantes
Roma, Canottieri Tevere, La Romana.
Per i giovani, invece, le
possibilità sono soltanto due: il
capannone dei fratelli Talacchi e,
sotto ponte Margherita, un altro
capannone dal nome insolito: Pippa
Nera. Sono espressioni di uno
spirito sportivo ancora
disorganizzato, ma intenso,
appassionato.
Al Pippa Nera i ragazzi sono tanti e
tra loro un volto è più familiare
degli altri: è Luigi Bigiarelli, il
bersagliere che aveva combattuto
quattro anni prima ad Adua e che era
stato costretto ad una lunga ed
estenuante ritirata sulle alture del
Tigrai. Luigi, che aveva conosciuto
la barbarie della guerra, capì che
lo sport poteva essere portatore di
pace e di fratellanza fra gli uomini
e fra i popoli.
Ha la passione per l'esercizio
fisico che pratica con gli amici in
Piazza d'Armi e nei Lungotevere. Si
cimenta in allenamenti e sfide, ove
primeggia nella "corsa veloce". La
"corsa pedestre", come egli stesso
la definisce, diventa il momento
migliore della sua giornata.
Il 21 maggio del 1899, in una festa
sportiva a Villa Pamphili dove si
gareggia sui 120 metri, Bigiarelli
arriva primo "guadagnando la
medaglia d'oro" ed il titolo di
Campione del Lazio. Bigiarelli
entra, così, nella storia sportiva
della Capitale.
Gli amici lo rispettano, lo seguono,
lo imitano. E' ormai il loro capo e,
come tale, li stimola a praticare e
a propagandare l'esercizio fisico
riferendo loro che all'estero i
giovani sono molto più impegnati
nell'attività sportiva e che persino
al nord d'Italia si pratica lo sport
più che in questa Roma sonnacchiosa
e pigra. Questi racconti affascinano
gli amici che sono sempre più
entusiasti e motivati. Ricordiamo i
loro nomi: Arturo Balestrieri,
Alberto Mesones, Alcestre Grifoni,
Giacomo Bigiarelli, fratello di
Luigi, Odoacre Aloisi, Fulvio Lefevre,
Galileo Massa ed Enrico Venier.
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La nascita del mito
E’ il 9 Gennaio 1900. E’ l’inizio
del secolo, un Anno Santo speciale
in una Roma che si muove tra le
antiche carrozze e il primo tram
elettrico. I nove giovani amici si
ritrovano nei pressi di una panchina
del Lungotevere, di fronte a Piazza
della Libertà. Sono tutti ragazzi
intorno ai vent'anni, capeggiati
dall'ex sergente dei bersaglieri
Bigiarelli e dal fratello Giacomo.
Lui, proveniente da una caduta
generazionale con una immensa voglia
di riscatto, sa coinvolgere e
trascinare. Si parlò del Gran Premio
del Re, una gara di marcia sulla
distanza di 20 chilometri che si
sarebbe svolta a Castel Giubileo il
21 aprile del 1900. La gara, data
l'importanza, era riservata solo ad
atleti tesserati; per cui ne veniva
preclusa la partecipazione di
Bigiarelli e compagni, non essendo
legati ad alcuna società. E mentre
tutti cadono nello sconforto, in
Bigiarelli nasce un'idea che assume
contorni sempre più precisi. Ai suoi
compagni Luigi propone di fondare
una società podistica che consenta
loro di gareggiare con la stessa
maglia. La sua proposta coglie tutti
di sorpresa e dall'iniziale stupore
dei presenti riuniti, si passa
all'incredulità, al commento
possibilista per giungere, infine,
all'entusiastica unanime
approvazione.
Bisognava, allora, scegliere un nome
per la società e anche i colori
della maglia. "Roma non si può
chiamare, perché nel nome della
città eterna esiste già la
Ginnastica, diamogli un nome più
grande, in cui Roma è compresa:
Lazio, il nome della regione
(che
esprimeva al meglio l'intento di
diffondere lo sport pedestre
nell'Italia centrale) e per
simbolo l'aquila ad ali spiegate. I
colori si ispireranno alla Grecia,
la patria delle Olimpiadi : Bianco e
Celeste". Il motto scelto fu
"Concordia parvae res crescunt" ovvero
"Nell'armonia anche le piccole cose crescono".
La frase richiama ad un forte senso di unità e sottintende
che per sviluppare e raggiungere un obiettivo comune,
occorra agire nella massima concordia.
C'è da ricordare che in terra ellenica
si erano svolte nel 1896, su impulso
del Barone De Coubertin, le prime
Olimpiadi dell'era moderna, che avevano
segnato la rinascita dell'ideale olimpico
del quale Bigiarelli era un fervente cultore
e al quale aveva consacrato le sue gesta
di emerito sportivo dell'epoca (oltre
a essere un podista era
anche un ottimo ciclista).
Per quanto concerne il simbolo, i
fondatori decisero invece di rivolgersi
all'aquila ad ali spiegate, presa di peso
dall'iconografia della Roma imperiale
della quale appunto rappresentava la potenza.
Nasceva così, in questo spirito
olimpico e dall'umile volontà
popolare, la "Società Podistica
Lazio" che, come affermò il
pluricampione di scherma Renzo
Nostini, "... ha insegnato lo
sport a Roma e all'Italia".
Il 13 gennaio 1900, La
Gazzetta dello Sport così
salutò il nuovo sodalizio: "Qui a
Roma, dopo tante controversie
finalmente si è fondata una Società
Pedestre. Unica del suo genere nella
Capitale si ripromette una attiva
propaganda in favore di detto sport
così poco diffuso tra noi. Essa già
conta numerosi soci fra cui è da
ricordare il Luigi Bigiarelli,
giovane promettentissimo e già
vincitore del Campionato del Lazio
1899 di corsa veloce. Il favore con
cui detta Società è accolta fin
d'ora, l'entusiasmo e la buona
volontà dei soci, sono premesse di
vita lunga e prospera. La sede
provvisoria è in via degli Osti,
n.15 p.p.".
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L'aquila spicca il volo - I primi anni
L'esordio della nuova società avvenne quindi il 21 aprile del 1900.
La Lazio vinse il premio di squadra, grazie all'ottima prova dei suoi atleti,
che si piazzarono tutti alle spalle di due atleti di Torino nel seguente ordine:
terzo Lefevre, quarto Golini, quinto Balestrieri e sesto Massa.
Migliore esordio non poteva esserci per una società appena nata.
Un ultimo passo rimaneva da compiere per poter dare stabilità all'attività
sportiva: la scelta di una sede adeguata che fu presto individuata in una
via nei pressi di Piazza Risorgimento, Via Valadier.
Al numero civico 6 (nell'immagine qui a sinistra) fu affittata una stanzetta
che ben presto divenne il punto di ritrovo dei tanti giovani del popolo
desiderosi di cimentarsi nelle più svariate attività sportive,
tanto che ben presto il grande afflusso spinse la Lazio a dotarsi
di una nuova sezione da affiancare a quella podistica, la natatoria.
Proprio la sede di Via Valadier fu comunque teatro di un episodio cruciale
nella storia del calcio romano allorchè, nei primi giorni del 1901, arrivò
un certo Bruto Seghettini il quale, sostenendo di essere socio del
Racing Club di Parigi, recò con sè il primo pallone di cuoio mai visto a Roma.
Il primo contatto con la sfera di cuoio avviò l'attività calcistica,
anche se per vedere la prima partita di calcio contro altre formazioni
fu necessario aspettare ancora, mentre continuava a segnalarsi
la sezione podistica che, nello stesso anno, si aggiudicò il Giro di Milano,
sia nella marcia, con Leone Zangrilli, che nella corsa, grazie a Pericle Pagliani.
Nei primi mesi di quell'anno (1901) Luigi Bigiarelli decise di emigrare in Francia
al seguito del fratello gioielliere e poi successivamente in Belgio. Non dimenticò mai però la sua creatura,
tanto che si portò al seguito una muta di divise sociali con le quali
partecipò a varie gare sportive, tenendo sempre alto il nome della Lazio.
Il primo presidente effettivo della Lazio, fu Giuseppe Pedercini,
al quale successe nel 1902,
quello che viene unanimamente ricordato
come uno dei maggiori dirigenti della storia laziale,
Fortunato Ballerini. Ballerini (nella foto a destra) è famoso tra l'altro
perchè molti lo ricordano essere l'uomo che sorresse Dorando Pietri nelle
ultime fasi della sfortunata maratona di Londra, che vide il generoso maratoneta
italiano squalificato dopo aver varcato per primo il traguardo,
proprio per gli aiuti ricevuti nelle ultime fasi della corsa.
Proprio con Ballerini la Lazio iniziò la grande crescita organizzativa
che ne fece una delle maggiori polisportive del nostro paese
e successivamente di tutta Europa. Sotto la sua guida fu dato forte impulso
a tutte quelle attività sportive che facevano direttamente riferimento a quel
dilettantismo che egli riteneva fosse il vero e proprio marchio di fabbrica della
società da lui presieduta.
La "Società Podistica Lazio", fu successivamente eretta in Ente
Morale con Regio Decreto N.907 del 2 giugno 1921.
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| La Lazio Runners Team |
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La Lazio Runners Team attualmente è una società podistica affiliata alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) con il codice RM183,
fondata da atleti che hanno militato sia nella Lazio Atletica che nella Lazio Triathlon.
Dopo essere stati per anni gli elementi trainanti delle due sezioni, hanno deciso di unire il loro amore per i colori biancocelesti,
la passione per il podismo e la Lazio Calcio, dando vita ad un nuovo sodalizio al di fuori della Polisportiva.
I principi che fortemente hanno voluto, caratterizzassero il nuovo sodalizio sono la democraticità della struttura, l’uguaglianza dei diritti di tutti gli atleti associati e l'elettività nelle cariche associative.
Il 3 dicembre del 2007 quindici atleti si sono riuniti di comune accordo intorno ad un tavolo e, con la stessa passione di una volta, sottoscrivendo l’atto costitutivo, hanno dato alla luce la Lazio Runners Team a.s.d. cercando di dare continuazione alle idee e agli ideali di chi li ha preceduti tanti anni prima.
Iscrivendosi per l’associazione sportiva dilettantistica Lazio Runners se ne diventa un atleta ma anche socio e quindi parte principale di ogni iniziativa.
Oggi questo gruppo di atleti amatori, con la loro voglia di condividere questa bellissima passione per il podismo e per la Lazio, gareggiano in pista, su strada e nei cross con tanta goliardia e lealtà sportiva, si sentono e sono, la prima squadra di tifosi podisti per podisti tifosi.
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